CONCEPT. La Nausea fuoriesce dall'appartato simbolico della videoarte per approdare, con uno sforzo consapevole alla rappresentazione(?) un flusso di coscienza che inizia al 51 di India Street e finisce tra le vie di Sassari. Andrè Bazìn, in fondo è protagonista, ispiratore inconsapevole di questa “Introduzione ad un Film Impossibile”. In un procedimento complesso come la stesura cinematografica della propria identità, tenere conto di ciò che siamo spogli della paura della contraddizione, privati della necessità narcisistica di trasformarci in eroi, vuol dire raccogliere la sfida teorica di Bazìn. Il realismo ontologico può, allora, spogliarsi dai precetti, liberarsi del montaggio proibito, dell’intimità irriproducibile e unica di morte, orgasmo, defecazione. Trasferendosi di fatto da una dimensione collettiva ad una più intima, soggettiva. Irrimediabilmente realistica.